Al concorso per il ruolo di Magistrato Militare possono partecipare i magistrati ordinari in servizio, nominati a seguito di concorso per esame, in possesso dei seguenti requisiti: – non aver superato il 40° anno di età, salve elevazioni previste dall’ordinamento; – cittadinanza italiana; – godimento dei diritti civili e politici; – iscrizione nelle liste elettorali; – non aver riportato condanne penali, né aver procedimenti penali in corso, né essere de… Venendo alla riforma della disciplina del concorso in magistratura, le modifiche più rilevante sono due: i requisiti per accedere al concorso e i contenuti delle prove scritte. Bandi di concorso pre-laurea; Bandi di concorso post-laurea triennale; Borse di studio; ... Requisiti. Per chi ambisce a diventare avvocato, il punteggio di laurea si traduce principalmente in un mero numero. Dopo aver selezionato la classe di concorso richiesta, inserire il titolo di studio di accesso Al concorso sono ammessi altresì, anche se privi dei requisiti di cui al comma 1 [ossia i dipendenti dello Stato laureati in giurisprudenza e con almeno 5 anni di servizio, i ricercatori o professori universitari, coloro che possiedono il diploma della scuola di specializzazione per le professioni legali o coloro che hanno frequentato uno stage formativo di almeno 18 mesi presso un ufficio giudiziario; con la riforma non sono invece più sufficienti il titolo di avvocato o il titolo di dottore in ricerca in materie giuridiche: mentre quanto al titolo di avvocato purtroppo, a seguito del sostanziale svuotamento dell’esame di abilitazione – e conseguentemente dell’art. a) prevedere l’istituzione di scuole esclusivamente destinate all’accesso in magistratura. L’unica preclusione può riguardare chi ambisce a svolgere la pratica o a lavorare in uno studio legale prestigioso: i grandi studi, infatti, quando cercano nuovi collaboratori, considerano e selezionano gli aspiranti in base al curriculum, e lì un percorso universitario a pieni voti fa la differenza. Quello prima del concorso invece, sempre a mio sommesso avviso, è soprattutto il tempo dello studio, della riflessione teorica, che richiede tempo per sedimentare le idee e consentire i collegamenti, tempo che purtroppo, quando si entra nel mondo del lavoro, viene inevitabilmente ad essere sempre più carente. Requisiti, domanda telematica di partecipazione e scadenza per l’invio. Nuovo concorso magistratura 2017: bando, date delle prove e requisiti di accesso. Chi ha 110 e lode non parte con alcun bonus in sede d’esame d’avvocato. [1] Questo il testo della proposta di un nuovo art. 3, comma 2, della Costituzione, ma non possono poi nascondersi oggettivi problemi nell’assicurare l’uguaglianza sostanziale tra i candidati: spesso la scelta di entrare subito nel mondo del lavoro, per quel brillante giovane neolaureato, è quasi obbligata per l’impossibilità di chiedere alla famiglia di essere mantenuto negli studi a tempo indeterminato, senza oltretutto poter garantire a sé stesso e alla famiglia la sicurezza di diventare magistrato, e con la consapevolezza che, fallite le prove in magistratura e quindi a distanza di 5-10 anni, quel professore con il quale ha discusso la tesi potrebbe molto probabilmente non essere più interessato a quel dottore in giurisprudenza, pur sempre brillante ma ormai non più giovanissimo, non più neolaureato e quasi sicuramente anche avvilito e scoraggiato. n. 160 del 2006. 7. Ad ogni modo un voto di laurea alto amplia le probabilità di accesso al corso post-laurea desiderato. Il pericolo è infatti quello di dimenticare che per i vincitori del concorso è previsto un lungo, articolato e approfondito tirocinio prima di prendere le funzioni, che ha proprio lo scopo, tra le altre cose, di apprendere la tecnica di redazione delle sentenze, che solo attraverso una pratica reale a fianco di un magistrato può essere davvero compresa e digerita. Il concorso viene bandito sulla base di linee programmatiche del Ministero di Giustizia, d’intesa con il Consiglio Superiore della Magistratura, organo di Autogoverno della Magistratura. In questa maniera le Scuole verrebbero anche stimolate a puntare al massimo sulla qualità fin dal primo anno, nella speranza che i propri studenti, trovatisi bene, decidano di proseguire i loro studi all’interno della stessa Scuola. sull’illegittimità del limite di voto di laurea per l’accesso al pubblico impiego: “…l’art. Per partecipare al concorso in magistratura sono necessari alcuni requisiti fondamentali: la laurea in giurisprudenza: 16 del d.lgs. La peculiarità delle funzioni proprie della qualifica cui si riferisce la selezione concorsuale e la possibilità per la Banca d'Italia (oltre che per le amministrazioni statali) di introdurre, nei singoli bandi di concorso, ulteriori e diversi requisiti rispetto al voto di laurea, rende legittima la previsione di un voto minimo di laurea per l'accesso al concorso. Valuto positivamente tale modifica purché tale norma possa interpretarsi nel senso che nelle materia oggetto di svolgimento della loro autonomia, le scuole possano decidere di impartire gli insegnamenti oggetto delle prove scritte, così da creare una scuola per le professioni legali in cui oggetto della didattica siano solo le materie dello scritto in magistratura (che poi sono anche le stesse della prova scritta per diventare avvocato): mi permetterei infatti di consigliare maggiore pragmatismo e prendere atto che gli specializzandi, dovendo superare un concorso che di fatto si vince quasi sempre con il superamento degli scritti dato il bassissimo numero di ammessi agli orali (tradizione che io suggerirei di non abbandonare, perché allontana quello che sarebbe un deleterio sospetto di possibili raccomandazioni per i futuri magistrati), sono concentrati quasi esclusivamente su diritto civile, penale ed amministrativo, potendo dedicarsi alle materie oggetto dell’orale nel significativo lasso di tempo che passa tra lo scritto e l’orale. n. 160 del 2006 (l’art. Non a caso infatti, le frequentatissime (e molto costose) scuole private di preparazione al concorso in magistratura hanno sempre come insegnamenti esclusivamente quelli oggetto della prova scritta. Art. Il bando prevede di volta in volta i requisiti per poter accedere: la laurea magistrale non è mai sufficiente, titoli alternativi per poter accedere al concorso sono il diploma della scuola di specializzazione, essere già avvocati, aver fatto un dottorato in materie giuridiche e altri per chi già lavora nella PA. I requisiti d’accesso richiedono espressamente un punteggio di laurea non inferiore a 105 oppure, in alternativa, una media su una selezione di esami non inferiore a 27/30 [1]. [4] La relazione illustrativa alla legge delega in tema di scuole di specializzazione prevede che nelle Scuole debbano essere tenuti  corsi sia di tipo pratico che teorico, ma è prevedibile che non tutte le Scuole riusciranno ad assicurare corsi del genere, anche perché, in assenza di precedenti, ancora non è chiaro in cosa possa consistere esattamente la prova pratica: È chiaro che, trattandosi di uno dei concorsi pubblici italiani più complicati, ambire a questa carriera richiede una conoscenza molto approfondita del diritto. - causato dalla possibilità – in nome della libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione europea - di divenire avvocati all’estero senza un esame di abilitazione – attualmente questa possibilità esiste in Spagna o Romania – per poi trasferirsi in Italia, effettivamente questa modifica può avere un senso, ritengo che escludere dal concorso in magistratura i possessori di un titolo prestigioso e che soprattutto comporta una forte applicazione nello studio come il dottorato; tale esclusione appare altresì contraddittoria perché dimostra sfiducia nei confronti dell’Università, la quale al contempo è molto responsabilizzata perché gli si affida il compito di decidere quali laureati possano accedere direttamente al concorso perché possessori di voti alti e quali no; inoltre penalizzerebbe eccessivamente coloro che hanno iniziato il corso di dottorato contando poi di partecipare al concorso in magistratura, senza iscriversi ad una Scuola, oltretutto incompatibile con la frequentazione del dottorato], i laureati in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza conseguito al termine di un corso universitario di durata non inferiore a quattro anni e che abbiano riportato una media di almeno 28/30 negli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo, nonché un punteggio di laurea non inferiore a 108/110. La domanda di partecipazione si inoltra tramite il sito www.giustizia.it, con un proprio account personale in cui sarà necessario registrarsi Ma concretamente quanto peso ha il punteggio di una laurea in giurisprudenza, al giorno d’oggi? «Questo voto mi abbassa la media degli esami, ed ora che faccio: accetto o lo rifiuto?». 1, comma 3, del d.lgs. Alcuni cookies potrebbero già essere attivi. La peculiarità delle funzioni proprie della qualifica cui si riferisce la selezione concorsuale e la possibilità per la Banca d'Italia (oltre che per le amministrazioni statali) di introdurre, nei singoli bandi di concorso, ulteriori e diversi requisiti rispetto al voto di laurea, rende legittima la previsione di un voto minimo di laurea per l'accesso al concorso. Sebbene non sia pregiudicante, laurearsi con un punteggio di laurea molto basso può, al massimo, essere indicativo sulle concrete probabilità di successo per questo concorso. Concordo sui requisiti che hai citato per presentarsi bene sul mercato del lavoro, meno sulla tesi di laurea se non in certe realtà. Un’ultima notazione su quello che potrebbe sembrare apparentemente un dettaglio e che invece dimostra la scarsa considerazione che, più o meno inconsciamente, si ha per coloro che abbiano una conoscenza delle lingue straniere, sicuramente utili, specie in una prospettiva futura, per un giovane magistrato. Un candidato deve poter ottenere un voto molto alto anche se non è a conoscenza dell’ultima sentenza sul tema oggetto di esame, purché dimostri spirito critico, capacità di orientarsi fra le norme e di sviluppare delle idee ragionevoli, non necessariamente in linea con la giurisprudenza prevalente o la dottrina dominante. Rispondiamo ad una lettrice di Money.it che ci chiede: “Salve, Vi contatto per sapere di più sul concorso di cui sono venuta a sapere, ossia per Dirigenti SNA 2020. La prima modifica della disciplina del concorso in Magistratura consiste in un parziale ritorno al passato, consentendo l’accesso al concorso ai neolaureati in giurisprudenza ma non a tutti: soltanto a coloro che abbiano un voto di laurea pari o superiore a 108/110 e una media di … Quando si rientra nell’ambito di un profilo ricercato, la spunterà il candidato con il curriculum più “convincente”, secondo la personale valutazione di chi si occupa della selezione del personale. Questa preselezione permetterebbe di escludere dai veri e propri scritti tutti coloro che hanno limitate capacità giuridiche, logiche o di scrittura che, come purtroppo dimostra l’esperienza dei concorsi, sono la maggioranza degli aspiranti magistrati, e consentirebbe alla commissione da un lato di elaborare tracce meno specifiche (che inevitabilmente rendono più nozionistico lo studio e accentuano il fattore “fortuna” nella selezione dei candidati) e dall’altro di correggere un numero molto minore di scritti, con conseguenti benefici quanto all’omogeneità dei criteri di correzione. Come cambiano le prospettive di lavoro, in ambito giuridico, in base al proprio punteggio di laurea. Il Governo, al fine di qualificare e definire il percorso formativo post universitario delle scuole di specializzazione di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, quale canale di accesso al concorso per magistrato ordinario, è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per la modifica della predetta disciplina, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi: Temo inoltre che le Scuole di specializzazione e le Università non siano attualmente in grado di fornire agli studenti un’adeguata preparazione per la redazione di una sentenza[4], con il forte rischio di un ulteriore rafforzamento delle scuole provate di preparazione al concorso in magistratura. 7-bis. L’esperienza infatti insegna che molto spesso lacune in un aspirante magistrato che hanno determinato voti non particolarmente brillanti all’Università non vengono colmate mediante la Scuola, e questo non per particolari carenze delle Scuole sesse, ma semplicemente perché spesso si tratta di lacune dei neolaureati per così dire “strutturali”, che cioè si trascinano dalla scuola dell’obbligo e dalle scuole superiori, e che si manifestano, prima che in carenze giuridiche, in gravi difficoltà nell’esprimere il pensiero in maniera corretta, sia da un punto di vista grammaticale che dell’organizzazione del pensiero (forse non del tutto irragionevolmente in passato l’accesso alla facoltà di giurisprudenza era consentito solo a coloro che avevano conseguito la maturità classica). Lo svolgimento di tale tirocinio, del quale vi abbiamo già parlato, è riservato ai migliori laureati in giurisprudenza. Ciò perché quasi sempre sono previsti dei posti limitati e quindi, laddove le domande dovessero essere superiori alle disponibilità, la selezione avverrà in base alle graduatorie, sulla cui formazione il voto di laurea avrà un peso, unitamente agli ulteriori ed eventuali criteri menzionati, in base al singolo bando. Quindi anche in questo ambito si può sostenere che, almeno a volte, il punteggio di laurea passa in secondo piano o può risultare addirittura ininfluente. iscrizione ai corsi di laurea presso l ... (e ciascun esame con voto non inferiore a 24/30 o equivalente); conseguire la laurea triennale entro il 31 dicembre 2020; "La Legge per Tutti" è una testata giornalistica fondata dall'avv. Dare una risposta assoluta e generale appare impossibile. 2, comma 1, è dedicato ai requisiti necessari per accedere al concorso in magistratura): [……] (Delega al Governo per la riforma della disciplina delle scuole di specializzazione per le professioni legali) L’introduzione di una prova pratica di redazione di una sentenza a scapito di una prova teorica, rischia di apparire solo l’indice (come lo era stata la disastrosa introduzione della prova preselettiva a quiz) di una ricerca della modernità a tutti i costi e di una certa acritica soggezione a modelli giuridici anglosassoni di common law che privilegiano la pratica rispetto alla teoria nei cui confronti la cultura giuridica romanistica e italiana ha davvero poco da invidiare. Ma quali sono i requisiti minimi per accedervi? I dottori in giurisprudenza, aspiranti giudici, dovranno semplicemente munirsi dell’ulteriore titolo richiesto per accedere a questo specifico concorso. Viceversa, con un punteggio di laurea troppo basso, il proprio curriculum potrebbe essere direttamente cestinato. e) prevedere che i laureati in possesso dei requisiti per l’accesso diretto al concorso in magistratura possano frequentare i corsi pratici delle scuole di specializzazione senza obbligo di sostenere l’esame finale. Il voto di laurea è una soddisfazione personale, serve come punteggio in alcuni concorsi ma sicuramente non è una garanzia di essere migliori di altri nè può essere un requisito di accesso alla magistratura. [1] Si tratta degli esami di diritto costituzionale, diritto privato, diritto processuale civile, diritto commerciale, diritto penale, diritto processuale penale, diritto del lavoro e diritto amministrativo, Email (obbligatoria se vuoi ricevere le notifiche), Notificami quando viene aggiunto un nuovo commento. 1. Concorso in magistratura: requisiti di accesso. Continuando la navigazione del sito, acconsenti all'utilizzo dei cookies. Con un’importante pronuncia, il Tar Lazio ha impresso nero su bianco l’illegittimità di un bando di concorso per aver previsto – tra i diversi requisiti richiesti ai candidati – il voto di laurea minimo ai fini della partecipazione alle prove. Non vorrei sembrare eccessivo nello scomodare l’art. Per partecipare è inoltre richiesto il pagamento di una tassa di concorso di 50,00 euro. Un suggerimento potrebbe dunque essere quello di strutturare il corso di studi delle Scuole su più anni, in modo da accompagnare il neolaureato dalla laurea al momento del concorso, rendendo però obbligatoria la frequentazione solo del primo anno. Mia cara luna non c'è alcun sbarramento in materia di voto di laurea...l'unico problema è che da qualche anno la laurea non basta più....ma ci vogliono altri requisiti (quali il conseguimento di un diploma di una scuola di specializzazione per le professioni forensi)....ti lascio l'art.2 del dlgs 160/2006 in materia di requisiti di ammissione al concorso per uditore giudiziario: SOMMARIO: 1. 1. Quanto a tale proposta di modificare una delle prove dell’esame scritto, sinceramente non riscontro questa impellente esigenza di cambiare il taglio esclusivamente teorico del concorso, che per tanti anni ha prodotto ottimi risultati, selezionando per la magistratura italiana delle menti eccelse. Mi pare tra le righe di ciò che scrivi che tu faccia implicitamente un'altra equazione, ossia laureato tardi/voto basso= studente svogliato che se la prende col mondo per il proprio insuccesso. Il diritto europeo ha imposto all’ordinamento italiano il recepimento di un principio: l’illegittimità del voto minimo per i concorsi pubblici. R.D. 29 . Una maggiore selezione in questa fase – aspetto sul quale invece il progetto di riforma non interviene - potrebbe forse aiutare a scoraggiare da subito quegli aspiranti magistrati non particolarmente brillanti che invece, accedendo alla scuola, si illudono di poter sostenere con successo il concorso in magistratura. Terminato tale tirocinio, il praticante avvocato deve superare l’esame di abilitazione professionale, consistente in tre prove scritte e una prova orale. I requisiti prescritti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito nel bando di concorso per la presentazione della domanda di ammissione. Per contemperare le avvertite e ragionevoli esigenze[6] da un lato di consentire a tutti i neolaureati di accedere immediatamente al concorso e dall’altro di non caricare la commissione d’esame del compito di correggere una quantità esorbitante di elaborati, che per un verso rende estremamente difficile il mantenimento un metro omogeneo di giudizio per l’intero periodo della correzione degli scritti e per un altro rende inevitabile la suddivisione in sottocommissioni, potrebbe pensarsi, prendendo spunto da quanto effettivamente escogitato dalla Camera dei deputati anni fa per la selezione dei suoi funzionari della carriera direttiva, ad una preselezione aperta a tutti e consistente nello svolgimento di due prove scritte di diritto civile e di diritto penale, senza l’ausilio dei codici, su tematiche ampie e relativamente semplici, con due o al massimo tre ore a disposizione per ciascun elaborato (in modo che non possano essere eccessivamente lunghi da correggere). «Senza 110 quante possibilità ho di trovare lavoro?». Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato. Qualche suggerimento. Ovviamente un voto di laurea alto, specie se ottenuto in tempi brevi, costituisce un ottimo biglietto da visita. – 3. Nel complesso la riforma appare senz’altro introdurre delle incisive e utili modifiche alla disciplina dell’accesso alla magistratura ordinaria, anche se l’impressione generale è che tali modifiche siano state talvolta proposte senza una reale visione d’insieme e senza una piena ed effettiva conoscenza di tutti gli effettivi problemi che affliggono non solo la giustizia italiana ma anche i tantissimi aspiranti magistrati. Ridefinire i criteri per la determinazione del numero di laureati da ammettere alle scuole di specializzazione di cui all’articolo 16 del decreto legislativo 17 novembre 1997, n. 398, introducendo come parametro il numero dei posti relativi agli ultimi concorsi di magistrato ordinario; Come abbiamo già ampiamente accennato, per diventare magistrato ordinario occorre superare un concorso indetto dal Ministero della Giustizia. «È meglio laurearsi in tempo anche se con un voto basso oppure cerco di metterci un po’ di più pur di uscire con un punteggio di laurea più alto?». Clicca il pulsante per accettare i ns. [6] Si legge infatti nella relazione illustrativa: la riflessione della Commissione ha preso le mosse dall’analisi di problemi emergenti dall’applicazione dell’attuale disciplina dell’accesso in magistratura: 1) quello relativo all’eccessivo innalzamento dell’età media di coloro che superano l’esame… 2) quello relativo alle difficoltà incontrate, da parte dell’Amministrazione, per l’organizzazione delle prove d’esame, nella gestione di un sempre crescente numero di candidati, e da parte delle commissioni d’esami, per l’allungamento dei tempi necessari per la correzione degli elaborati scritti. c) introdurre misure volte ad incentivare la possibilità delle scuole di specializzazione di consorziarsi al fine di ridurne il numero complessivo sul territorio nazionale per garantire un’offerta formativa maggiormente omogenea e qualificata; Si sottolineano poi nella relazione illustrativa della riforma le difficoltà incontrate, da parte dell’Amministrazione, per l’organizzazione delle prove d’esame, nella gestione di un sempre crescente numero di candidati, e da parte delle commissioni d’esami, per l’allungamento dei tempi necessari per la correzione degli elaborati scritti e per lo svolgimento delle prove orali: su questo punto ritengo che, data la lunghezza complessiva dei tempi che ho illustrato in precedenza, costituisca garanzia per tutti che la Commissione d’esame, chiamata ad un lavoro quanto mia delicato e importante, pur dovendo naturalmente lavorare a ritmi serrati, non abbia però anche “l’ansia di finire il prima possibile”, che potrebbe essere deleteria per il raggiungimento dell’obiettivo di selezionare davvero i migliori. Stampa 1/2016. ... Requisiti di partecipazione . Sotto questo punto di vista, l’indicazione nella legge delega di una riduzione della durata della Scuola può senz’altro considerarsi un passo avanti solo se si considera la frequentazione della Scuola come una necessità formale per ottenere il diploma necessario per accedere al concorso in magistratura; da un punto di vista sostanziale però una riduzione della durata delle Scuole non farebbe che aumentare ulteriormente gli spazi delle scuole private. Ad ogni modo c’è da dire che anche prima della soppressione di questo limite, i concorsi pubblici che prescrivevano un voto minimo di laurea erano pochi: principalmente era la Banca d’Italia a riservare l’accesso ai laureati con non meno di 105. Da ultimo non può non evidenziarsi come in questo modo si eviterebbe il rischio di una corsa verso le Università ritenute più facili e generose nei voti, il che, a catena, determinerebbe la forte tentazione, per le Università stesse, che delle rette universitarie vivono, di mostrarsi effettivamente più generose e maggiormente condiscendenti con gli studenti, con un prevedibile incremento in breve tempo degli aspiranti magistrati abilitati a partecipare al concorso con la sola laurea e senza ulteriori requisiti, con inevitabile ulteriore ingolfamento delle procedure concorsuali.