Ma dopo una esperienza di governo di appena otto mesi, le elezioni furono annullate e nella tornata elettorale successiva ha vinto la coalizione di centro-destra, capeggiata dal sindaco Carlo Pace che ha governato la città per due mandati e fino al 2003. Non di meno, le origini della città sono antiche e legate alla posizione geograficamente favorevole come raccordo delle vie di comunicazione tra l'antica Roma e l'area dell'Adriatico[1]. 1918 – 1926 IL PRIMO DOPOGUERRA La scelta di dare luogo all'insurrezione proprio a Pescara era dovuta all'intenzione dei rivoltosi sia di conquistare la fortezza, che aveva una grande importanza strategica, sia di conquistare il carcere per poter liberare i tanti patrioti ivi rinchiusi, tuttavia i carbonari ebbero successo solo a Città Sant'Angelo e in altri centri dell'area vestina, e la rivolta venne presto stroncata[157][158]. Nel 1528, nel contesto della Guerra della Lega di Cognac, Pescara fu espugnata da Odet de Foix, visconte di Lautrec e maresciallo di Francia durante la sua avanzata verso Napoli voluta da Francesco I[116]: gli stati italiani infatti, nel timore di un'eccessiva egemonia asburgica in seguito alla catastrofica sconfitta dei francesi a Pavia, si avvicinarono al re Francesco I che, ottenuta la libertà dopo la cattività di Madrid, dichiarò nulla la pace stipulata con Carlo V. Nel 1526 papa Clemente VII della famiglia de Medici, anch'egli allarmato per la grande ascesa della potenza di Carlo V, si fa dunque promotore della Lega di Cognac, assieme a Francesco I di Francia, la Repubblica di Venezia, la Repubblica di Firenze e altri stati italiani minori. Ma la reazione del re di Spagna ed imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V non tardò ad arrivare e i D’Avalos si riappropriarono del marchesato di Pescara. Nel dopoguerra, la città è cresciuta, mostrando una straordinaria vitalità nel campo dei commerci ed anche dell’industria. Esisteva infatti un villaggio marino lungo la foce del fiume Pescara già dal I secolo a.C, chiamato Aternum od Ostia Aterni[2]. Il 3 settembre fu ordinato lo sgombero della popolazione per permettere un più rapido ripristino dell'acqua, della luce e del gas e per procedere alle disinfezioni necessarie. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell’8 agosto 1806 “sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno”, con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco. La storia di Pescara è poco conosciuta ed alcuni momenti del passato sono ancora avvolti nell’oscurità. Con lo stesso intento operava l'allora deputato abruzzese Giacomo Acerbo. DAL 2001 IN POI Molto interessante. In un primo momento i Bizantini riuscirono a fermare i Longobardi lungo il confine naturale costituito dal fiume Tronto, potendo contare sul campo fortificato di Castrum Truentinum e su altri centri fortificati posti nell'interno, come Castrum Aprutentium (l'odierna Teramo, un tempo Municipium noto come Interamnia Praetuttiorum, ma a quell'epoca ridotto a semplice castrum)[62][63], Campli e Ancarano. Sarà proprio Francesco del Borgo il primo marchese di Pescara, diventando il primo nel regno ad assumere il titolo di marchese nel 1403[111]. Dopo la Guerra sociale la Lex Iulia de civitate, che concedeva la cittadinanza romana a tutti gli italici rimasti fedeli a Roma, fu progressivamente estesa anche ai popoli ribelli, tra i quali i Vestini. Durante la guerra, diversi gruppi di antifascisti operarono nella città. L’apertura della nuova stazione ha significato molto dal punto di vista urbanistico poiché l’intera linea ferroviaria è stata trasferita su una sede sopraelevata e priva di intersezioni con le strade della città, così liberandola dai passaggi a livello. Nel 1707 fu attaccata dagli austriaci del conte Wallis e, a difenderla, c’era un altro Acquaviva duca di Atri, Giovanni Girolamo II, che resistette eroicamente per due mesi prima di capitolare. Per prevenire altri attacchi il Ministero della Guerra fece allora approntare un campo di aviazione lungo la via Tiburtina provvisto di due aerei da combattimento. La lega venne stipulata il 22 maggio 1526 e fu completata l'anno successivo da Enrico VIII d'Inghilterra, che si impegnò alla neutralità. 19-ott-2017 - Esplora la bacheca "storia" di BEATRICE Quarter su Pinterest. È di quel periodo l'offerta di dodicimila ducati da parte della nobiltà chietina a Carlo V per riottenere il feudo, che egli però respinse reintegrando a Pescara i d'Avalos di Vasto. La conquista longobarda fu portata a termine con una progressiva penetrazione, prima nel teramano a opera dei germani del Ducato di Spoleto, e successivamente nell'aquilano e nel chietino[70], grazie all'avanzata dei Longobardi di Benevento, che aggirarono le difese bizantine della Conca peligna lungo la Tiburtina e penetrarono da Pacentro attraverso Guado San Leonardo, conquistando Caramanico Terme, Roccamorice, Bolognano, Musellaro di Bolognano, San Valentino in Abruzzo Citeriore e tutta la valle dell'Orta, per ricongiungersi infine nella Val Pescara presso Pagus Fabianus con i Longobardi di Spoleto, provenienti dalla via Claudia Nova[66]. Nel censimento del 1901 la popolazione dei due comuni pescaresi ammontava a 16 033 residenti, di cui 8 926 residenti a Castellammare e 7 107 a Pescara[187]. Combatté un'ultima volta per i Borbone il 30 marzo 1801 presso Civitella del Tronto, fino alla morte a Napoli nel 1804[150][151]. Furono anni molto difficili, caratterizzati da rovine, distruzioni e scorrerie, nel quale le infelici sorti della cittadina furono dettate dal continuo succedersi di nuovi padroni del territorio[106]. A seguito della caduta di Murat, alla rivolta dei carbonari seguì la durissima repressione borbonica: infatti, l’esercito borbonico intervenne con un imponente schieramento di forze contro cui i carbonari abruzzesi nulla poterono. Lo schema a otto nicchie lo rendeva pressoché identico per dimensioni, tipologia e tecniche costruttive al coevo mausoleo di Elena di Roma[46]. Queste amministrazioni tuttavia si resero protagoniste di discusse azioni urbanistiche, tra le quali la costruzione della sopraelevata dell'Asse attrezzato nel 1978 sul lungofiume meridionale, a ridosso del centro storico, la demolizione degli edifici superstiti del lato meridionale di corso Umberto I (e in altre zone della città) negli anni 1960 e la loro sostituzione con condomini e la demolizione nel 1963 del Teatro Pomponi sul lungomare[246] (che a sua volta aveva già rimpiazzato nel 1923 il Padiglione marino, primo stabilimento balneare cittadino e Kursaal di Castellammare, risalente al 1887[185]), sacrificato per non affrontare costosi interventi di recupero; l'abbattimento del teatro tuttavia era già previsto nei piani di ricostruzione del 1947 di Luigi Piccinato, spesso largamente ignorati[247], per fare spazio a un parco della Riviera mai realizzato. Nel 1435 e nel 1439 la città fu conquistata dal capitano di ventura napoletano Giacomo Caldora. 1401 – 1500 Fu duramente provata dalle Invasioni barbariche, dalla sanguinosa Guerra gotica e infine dall'Invasione longobarda: nel 538 la città, presidiata dagli Ostrogoti comandati da un certo Tremone, fu conquistata dal magister militum romeo Iohannes[50] su ordine dello strategos autokrator Belisario che, dopo aspri combattimenti, occupò l'oppidum[51][52], poco tempo dopo il primo assedio di Roma durante il tentativo di restaurazione dell'impero dell'imperatore Giustiniano I. I Bizantini, acquartieratisi a Crecchio e Ortona potenziarono le difese e le infrastrutture portuali abruzzesi, incluse quelle di Aternum[48][53], che venne cinta da mura spesse 3,03 metri, o 10 piedi romani, circondando ciò che restava dell'abitato nella zona compresa tra via Conte di Ruvo, piazza Unione, la golena sud e via Orazio[54][55]. In meno di vent'anni, dal 1951 al 1971, la città raddoppiò il numero degli abitanti raggiungendo 122 470 residenti[234] con un boom edilizio di grandi proporzioni, anche rispetto ai già alti standard italiani del tempo[229][230]. The province of Pescara (Italian: provincia di Pescara; Abruzzese: pruvìngie de Pescàre) is a province in the Abruzzo region of Italy.Its provincial capital is the city Pescara, which has a population of 119,483 inhabitants.As of 2017, it has a total population of 319,936 inhabitants over an area of 1,230.33 square kilometres (475.03 sq mi). A favore del provvedimento, inserito in una più ampia azione di riorganizzazione del territorio italiano operata dal regime in quell'anno, sono state decisive la forte spinta popolare e, soprattutto, l'autorità politica del deputato e futuro ministro dell'agricoltura Giacomo Acerbo e il prestigio di cui godeva Gabriele D'Annunzio all'interno del regime fascista. Peter Attema. La fortezza tuttavia non fu presa, anche per il decisivo contributo del condottiero Giovan Girolamo Acquaviva duca di Atri, il quale organizzò la resistenza del forte e respinse gli attacchi dispiegando un fuoco di sbarramento dal bastione principale con tutte le artiglierie disponibili, dissuadendo l'ammiraglio di origini slave dal perseverare nell'attacco e costringendo gli aggressori alla fuga[123][127]. La scelta di dare luogo all’insurrezione proprio a Pescara era dovuta all’intenzione dei rivoltosi sia di conquistare la fortezza, che aveva una grande importanza strategica, sia di conquistare il bagno penale per poter liberare i tanti patrioti ivi rinchiusi. Per la qualificazione degli abitanti delle due sponde e per la nascita della nuova provincia ci furono moltissime trattative, volte a stabilire soprattutto la denominazione della nuova comunità; era chiaro a tutti che l'unione dei due comuni avrebbe sicuramente determinato il loro rapido progresso, sia dal punto di vista amministrativo ed economico che industriale e commerciale, si cercarono così faticosi compromessi volti a chiamare la città unificata Aterno (fu preso in considerazione anche il nome Castelpescara). Tra coloro che furono rinchiusi in quello che veniva chiamato il “sepolcro dei vivi” fu anche e Clemente De Caesaris, una figura centrale del risorgimento meridionale, che, liberato per ordine di Giuseppe Garibaldi, prese possesso, nel 1860, della città e della fortezza. Nel 1814 Pescara divenne obiettivo dei moti carbonari abruzzesi del 1814 contro Gioacchino Murat, re di Napoli[156][157]. Sarà tuttavia l'apertura della ferrovia Adriatica, sin dal 1863, a sostenere e veicolare lo sviluppo delle cittadine[9]: la stazione castellammarese (In seguito ridenominata stazione di Pescara Centrale), in origine un piccolo edificio in legno, venne inaugurata il 16 maggio 1863 dall'allora principe Umberto I e a novembre dello stesso anno con un viaggio inaugurale del re VIttorio Emanuele II da Ancona a Pescara[182]. Nella città iniziavano a trovare spazio diverse aree per mercati di tessuti e di generi alimentari. A rafforzare questo ruolo di centro del turismo nazionale, nel 1924, sotto la spinta politica del ministro Giacomo Acerbo, a Castellammare Adriatico venne organizzata la Coppa Acerbo, che divenne subito una delle gare automobilistiche più importanti del tempo ed un evento capace di portare in città decine di migliaia di visitatori. Nel 1566, la fortezza fu oggetto di un terribile assalto portato dalle 105 galee dell’ammiraglio ottomano Pialy Pascià. Negli ultimi anni, l’amministrazione di centro-sinistra, eletta nelle elezioni del 2003, ha cercato di modificare in modo molto deciso l’impianto urbanistico della città, ripristinando l’uso di zone (come la Caserma Cocco, oggi adibita a parco pubblico) ed edifici (come l’ex fabbrica dell’Aurum), proponendo molti progetti e realizzando il ponte del mare, cercando di incidere sull’aspetto della città e sulla sua qualità della vita. La fine del secolo fu fortemente caratterizzata dalla presenza politica e culturale di Leopoldo Muzii, personaggio controverso ma di grande carisma e peso decisionale, il quale, da sindaco della città di Castellammare Adriatico, fece approvare nel 1882 il primo "Piano regolatore di ampliamento" e sarà uno dei principali artefici del definitivo spostamento a valle del centro della cittadina, fino ad allora limitato alla fascia collinare e a pochi lotti coltivati da ricchi possidenti (tra i quali egli stesso) in pianura[167]. .mw-parser-output .citazione-table{margin-bottom:.5em;font-size:95%}.mw-parser-output .citazione-table td{padding:0 1.2em 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang{vertical-align:top}.mw-parser-output .citazione-lang td{width:50%}.mw-parser-output .citazione-lang td:first-child{padding:0 0 0 2.4em}.mw-parser-output .citazione-lang td:nth-child(2){padding:0 1.2em}, «…questa terra è così diruta e rovinata che non vi si trovano che quattro grandi locande con stallaggio o taverne e alcuni fondachi; vi si svolge un grande transito, perché attraverso il mare e il fiume vi giungono su imbarcazioni da Venezia, Schiavonia e altre parti con molte mercanzie e lì le scaricano, e caricano a loro volta grano, olio e molti altri prodotti; ha un eccellente porto con piccole imbarcazioni che entrano sicure nel fiume; questo ha un ponte di legno, all'estremità del quale è una torre fortezza con guardia ordinaria. Tale confine sarà destinato ad avere una lunga vita, perdurando da quasi mille anni e separando le Marche dall'Abruzzo. Nel 1509, Vittoria Colonna acquisisce il titolo di marchesa di Pescara, sposando Fernando Francesco d’Avalos. Il tracciato ferroviario dismesso è stato riconvertito in un corridoio verde noto in città come Strada parco, destinato al trasporto pubblico di massa della filovia di Pescara[4] (dopo un primo progetto risalente al 1992 e i finanziamenti europei resi disponibili dal 1995, e dopo un lungo susseguirsi di problematiche burocratiche e cambi di progetto che rallentano l'opera, i lavori di costruzione dell'opera, in fase di realizzazione da più di venticinque anni, sono stati giudicati completi al 98% dalla Corte dei conti nel 2017)[239][240]. and a great selection of related books, art and collectibles available now at AbeBooks.com. Questi, malgrado la sorveglianza della polizia fascista riuscì a raggruppare attorno a sé un piccolo gruppo di discepoli, tra cui il tregliese Mario Bellisario, che costituirono a loro volta piccoli nuclei antifascisti nei loro paesi d’origine e nella stessa Pescara. I tentativi di occupazione avvenivano simultaneamente da nord dal Ducato di Spoleto, guidati dal condottiero Faroaldo I, e da sud dal Ducato di Benevento, agli ordini di Zottone, spingendo i Bizantini ad articolare una linea di difesa anche nella Marsica presso il lago del Fucino. Alla fine del primo conflitto mondiale le due cittadine si presentavano ancora molto diverse tra loro: commerciale, artigianale e “popolare” Pescara, borghese, signorile e turistica Castellammare Adriatico, scandita dalle grandi ville dei possidenti[93]. Si sa che nel centro abitato erano stati edificati diversi templi tra cui quello dedicato a Giove Aternio. Castellammare e Pescara appartenevano, rispettivamente, alla provincia di Teramo e a quella di Chieti. Inoltre, la rivalità tra le due sponde del fiume scemò, mentre autmentavano la concordia e la comunione di intenti per promuovere iniziative di sviluppo: soprattutto il potenziamento del porto canale fu motivo di collaborazione delle due amministrazioni. Nacque così quello che poi diventerà l'aeroporto di Pescara[191]. Già nel 1951 la città ha raggiunto il numero di 65 mila abitanti, dilatando l’area urbanizzata ed occupando massicciamente lo spazio tra la ferrovia e la linea del mare. In seguito alla rapida saturazione edilizia dell'esiguo territorio comunale di 33,95 km² raggiunta negli anni 1970 (con una densità al 31 dicembre 2019 di 3 528,72 ab./km², Pescara è tra i primi capoluoghi italiani per densità di popolazione, preceduta solo dalle grandi metropoli)[286], la città continuò nel tempo a espandersi al di fuori dei propri confini nei comuni limitrofi (segnatamente a Montesilvano, Città Sant'Angelo, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino)[6], e già a partire dagli anni 1980 Pescara insieme a Chieti è al centro di un'area metropolitana sempre più integrata e interdipendente[238][287], sostenuta e collegata dal sistema di tangenziali delle strada statale 714 e raccordo autostradale 12[5]. I bombardamenti di Pescara avevano l'obiettivo di colpire in maniera decisiva le linee di rifornimento dell'esercito tedesco che faceva ampio uso del nodo ferroviario pescarese, in collegamento con Roma e il Nord Italia[215]. storia della filosofia antica: origini, definizioni, periodi, problemi Slideshare uses cookies to improve functionality and performance, and to provide you with relevant advertising. Storia di Roma antica (eNewton Il Sapere) (Italian Edition) - Kindle edition by Antonelli, Giuseppe. Il 4 gennaio 1424 morì in città il condottiero Giacomo Attendolo, nel tentativo di attraversare il fiume Pescara: si stava recando con il suo esercito, dopo averlo radunato ad Ortona, in soccorso della città dell'Aquila assediata dagli Aragonesi guidati da Braccio da Montone, e impossibilitato ad attraversare la città di Pescara, anch'essa occupata da truppe aragonesi, tentò l'attraversamento del fiume nel tratto tra la città e il mare ma vi trovò la morte a causa dell'impeto dei venti e delle onde[112][113]. Oggi, di questa imponente struttura, resta in piedi solamente la caserma borbonica col Bagno Penale- attualmente sede del Museo delle Genti d’Abruzzo dedicato alle testimonianze storiche della presenza dell’uomo nella regione a partire dal Paleolitico. In epoca augustea Ostia Aterni faceva parte della regio IV Samnium che era una delle regioni italiane dell’epoca. 5-giu-2020 - Esplora la bacheca "Didattica archeologia" di Sarah Casadio su Pinterest. Il processo di occupazione del territorio fu però lento, dilatandosi per decenni, e la costa teatina, Aternum compresa, restò ancora per diverso tempo sotto il controllo bizantino[59]. Nacque così quello che poi diventerà l’aeroporto di Pescara. Nella Repubblica partenopea fu membro del governo provvisorio, con il difficile incarico di occuparsi della riorganizzazione di un esercito efficiente. Pochi giorni dopo l'annuncio dell'armistizio infatti (e subito dopo aver assistito alle avvilenti vicessitudini della fuga di Vittorio Emanuele III a Pescara e Ortona)[221], il 12 settembre Pescara veniva occupata senza offrire resistenza (la città fu lasciata totalmente sguarnita da ciò che restava delle autorità italiane del tempo) dall'esercito tedesco e dovette subire le razzie e la distruzione delle strutture portuali, fabbricati, strade, ponti e uffici pubblici da parte degli occupanti, che disseminarono di mine la spiaggia e il territorio circostante; furono eseguiti molti rastrellamenti tra la popolazione (impiegata nella realizzazione delle fortificazioni) e infine venne ordinato lo sfollamento definitivo della città alla fine di settembre.